COSA SONO LE RELAZIONI OGGETTUALI

La scoperta più importante di Melanie Klein consiste nell'aver riconosciuto che la mente umana si costruisce in relazione dialettica con il mondo, tramite fantasie di attribuzione e ri-appropriazione di intenzioni e di significato,  operate  dal soggetto sulla realtà esterna.

Il risultato di questa relazione di interazione reciproca,  tra soggetto e mondo reale,  è la costruzione di un mondo "mentale"  o mondo interno.

L’osservazione e la riflessione sul  gioco infantile permise a Melanie Klein  di fare questa scoperta.

La concretezza, la veridicità e le vicissitudini che i personaggi sembrano avere nei  giochi infantili,  la convinsero  che ciò che popola le fantasie dei  bambini (e in seguito per tutti noi adulti) è una sorta di "teatro", alimentato  dalle esperienze di vita , e messo  in scena  dai nostri attori mentali.

Chiamò oggetti interni tutte quelle vicende incamerate e formate da relazioni attivamente interrelate tra loro (e non da sedimenti accumulati come strati archeologici – modello freudiano della memoria)   e  relazioni di oggetto od oggettuali la teoria con la quale  presentò le  sue scoperte e del suo modo di intendere la genesi della mente umana.

Freud non era riuscito a rendere sufficientemente soddisfacente,  dal punto di vista teorico,  l'interrelazione tra il piano neurofisiologico (gli istinti, gli impulsi) e la realtà.  Aveva proposto una concettualizzazione poco incisiva dell'idea  di fantasia, intendendola come qualcosa che sta al limite tra psichico e  somatico.

La sua metafora dell'io-scorza che si forma a contatto con "la realtà" spiegava solo superficialmente le cose come, cioè, un contatto trasformativo che non andava oltre a considerare l'educazione come un argine posto all'istintualità.

Melanie Klein scoprì e formulò l'esistenza di due meccanismi mentali (fantasie) per mezzo dei  quali avviene la interrelazione dialettica tra soggetto e mondo reale: la proiezione e la introiezione, costantemente correlate tra loro,  in continuo dinamismo e che muovono  "l'essere-nel-mondo" di ogni  soggetto umano.

La prima (la proiezione) è l'atto mentale per mezzo del quale si attribuisce significato al mondo reale e ai suoi abitanti. La seconda (l'introiezione) è l'atto mentale per cui ci si identifica nel simile, come un’ altro-da-me che mi abita.

Per via del serrato e costante intreccio tra proiezione e introiezione, la soggettività si costruisce di pari passo con l'oggettività, e l'oggettività risulta condizionata e colorata dalla soggettività, e questo viene chiamato "vissuto personale".

La seconda scoperta importante di Melanie Klein, conseguenza della prima che abbiamo descritto, consiste nella necessità di riconoscere che la realtà mentale o realtà interna (soggettiva) è prioritaria sulla realtà esterna, oggettiva e comporta che  il significato del mondo si costruisce nella mente,

Naturalmente, questa è una priorità epistemologica, non ontologica; "così è, se a me pare" potremo dire. 

Non si tratta di arbitrio capriccioso, ma di priorità soggettiva,  per il soggetto, la sua verità ha validità ed evidenza immediate (così come è inutile obiettare contro un’allucinazione, un delirio o un sogno).

Le conclusioni teoriche di Melanie  Klein che riguardano la costruzione della mente, sono simili a quelle della filosofia dialettica e della filosofia esistenzialista, che affermano il primato del rapporto interpersonale come dimensione essenziale della natura umana: "non esiste un io senza di te".